“Cercavo un lavoro che fosse utile al mondo, all’università avrei voluto frequentare medicina per salvare le persone, una per una, ma la passione per l’ingegneria meccanica ha prevalso. È stato così che andando avanti in quegli studi ho capito che per salvare più persone possibili era necessario salvare il pianeta, e che la madre di tutte le battaglie era quella energetica. A quel punto tutto ha quadrato e la mia laurea in ingegneria si è rivelata la più giusta.”

Incontro Annalisa Corrado al nuovo Mercato Coperto di Termini, a Roma, un luogo bellissimo per le meraviglie della tradizione culinaria romana che si possono trovare là dentro, se non fosse che appena fuori di là, sporcizia e disperati senza tetto ti ricordano che pure la scamorza fritta è un privilegio per pochi. È un po’ su questo confine tra giusto e sbagliato, tra il voler cambiare le cose e lavorare per cambiarle che si gioca tutta la nostra intervista.

Annalisa attivista, ingegnere meccanico biomedico, responsabile tecnico per AzzeroCO2 società italiana di consulenza per l’utilizzo di energie pulite. Coordina una squadra di quasi trenta persone che hanno il compito di rendere fattiva la richiesta di chi vuole trasformare l’utilizzo dell’energia privata o della propria azienda da fossile a green.

“Nel mondo che abitiamo l’energia fossile è la principale forma energetica in uso. Deriva dall’estrazione di petrolio, carbone, gas, e dalla produzione di energia nucleare, durante l’università ho capito che era solo intorno a questa che si disegnano i rapporti di forze della geopolitica mondiale, che si facevano guerre per garantirsi accessi privilegiati a queste materie. Che era l’utilizzo dell’energia fossile che rendeva irrespirabile l’aria e malsane le acque, che avvelenava il suolo, che metteva a rischio la sopravvivenza stessa del genere umano. È allora che ho capito che se avessi voluto fare un lavoro utile al mondo avrei dovuto impegnarmi affinché le persone e i governi decidessero di abbandonare il fossile a favore del green.”

Annalisa mi ricorda come la nostra piccola storia impatta sempre nella grande storia, pure se non ce ne accorgiamo. Dobbiamo sempre voler cambiare un pezzettino di mondo pur investendo principalmente su di noi, o almeno pensare di poterlo fare.  E prima che il mondo ci riconosca, riconoscerci noi.

“Gli accordi di Parigi, quelli da cui Trump vorrebbe ritirare gli Stati Uniti, prevedono che entro il 2050 il mondo sia totalmente decarbonised; per capirci niente più fossili in assoluto. L’energia che conosciamo non sarà più legale per far funzionare nessuno dei servizi che usiamo tutti i giorni e che diamo per scontati: trasporti, riscaldamenti, illuminazione, produzione industriale e commerciale. Mancano solo 32 anni a quella scadenza, e l’Italia deve fare molto. La situazione è un po’ schizofrenica, se da una parte il governo finanzia questa trasformazione, dall’altra per un importo identico se non superiore, continua a finanziare l’economia derivante dal petrolio.” Annalisa sorride e chiude “Siamo un paese fossile”.

Non mi sfugge la battuta e mi torna in mente quella scena de I cento Passi, il film su Peppino Impastato, interpretato da Luigi Lo cascio. Un professore universitario, dopo un importante esame dice al giovane “Questo è un paese di dinosauri, se ha un po’ d’intelligenza fugga…” Li vedo ovunque i dinosauri intorno a me, uomini e donne, mi avvilisco spesso, me credo pure che tentare sia il miglior atto di evoluzione che possiamo compiere nelle nostre vite.

Così continuo ad ascoltare Annalisa, che con il sorriso determinato di chi ha fatto della sua passione il suo mestiere mi racconta

“Mostrare le differenze tra l’una e l’altra energia è una parte fondamentale del mio lavoro. Raccontare per esempio, che per scaldare un certo quantitativo di acqua con un obsoleto (ma ancora diffusissimo) scaldabagno elettrico è necessaria “1 unità di energia”, che a sua volta produciamo utilizzando un quantitativo quasi triplo di energia fossile, è un’informazione che resta impressa. Mentre con tecnologie efficienti per produrre la stessa quantità d’acqua calda si può investire meno di un terzo di quella “unità”, che può essere per giunta completamente green (eolica, solare), tagliando drasticamente bolletta e emissioni. Quando colleghi che il cibo buono costa così tanto perché produrlo è sempre più difficile, oppure, che a fronte della garanzia di uno stipendio bisogna accettare il rischio di ammalarsi e morire, oppure quando si convive costantemente con livelli di smog che sono tangibili con mano, ecco quando si riesce a collegare questo con l’energia fossile allora non te lo dimentichi, e diventi tu stesso il motore per accedere alle nuove energie.”

Annalisa mi spiega bene come con l’energia fossile, prodotta da grandissime centrali, ci hanno abituato a ricevere in casa l’energia senza preoccuparci della sua produzione. Le nuove energie invece stanno stimolando la coscienza del generare energia. Mi spiega che ci sono addirittura gruppi d’acquisto di tecnologie efficienti, che permettono di suddividere i costi delle spese necessarie per crearsi la propria energia, e che una volta ammortizzati, rendono questa produzione totalmente gratuita. Perché l’energia green, il vento, l’acqua, il sole sono là, disponibili gratuitamente.

“Questa energia che, se la usi con efficienza ed intelligenza, abbandonando il centralismo a favore della distribuzione, ha il potere di cambiare tutte le carte in tavola, perché nasconde in sé la chiave per ridefinire completamente i connotati alla società, all’economia, agli stili di vita, all’agricoltura, ai territori, alle nostre città.”

Il tempo è passato veloce, Annalisa deve correre a prendere il figlio dalla babysitter, io vado ad un incontro di Yoga e Denaro, perché se è vero che la realtà la cambiamo con i nostri gesti quotidiani, è pure vero che è nel portafoglio che sta la possibilità di sostenere le nostre idee. E riprendere le redini della produzione energetica ci darà molto del potere economico che abbiamo perso e che ci impedisce di agire.

Realizzare queste interviste mi costa impegno e tante ore di lavoro, se vuoi sostenere Appassionate, puoi trovare il libro da regalare a te o ad un tuo amico. Diffondi la passione con me.