Marina Cvetic Masciarelli

CAPITOLO 3: METTERE LE GAMBE AI SOGNI


“Nulla esiste prima che sia stato sognato. Seguo Marina e ci fermiamo davanti ad una piccola casetta contadina, rialzata di un piano, forse un antico granaio, con i quattro lati superiori chiusi da lastre di vetro. “Si chiama il Pensatoio” mi dice, girandogli intorno. “Lo ha creato Gianni, lui ci andava da solo, per pensare, io lo uso due volte l’anno per pianificare il futuro. Sono due giorni importanti, durante i quali con i miei collaboratori proviamo a vedere il futuro dell’azienda, e di conseguenza definire le strategie perché accada quello che abbiamo immaginato.” Mi guarda con una faccia furbetta, “Eh sì, perché il futuro bisogna vederlo con l’immaginazione se ci si vuole mettere sulla strada per andargli incontro.” Mi viene in mente un proverbio indiano, “Nulla esiste prima che sia stato sognato” e sorrido nel constatare che Marina anche in questo è in anticipo, non aspetta nemmeno di dormire per iniziare a sognare.”

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